mercoledì 29 luglio 2009

Questo blog è contro l'evasione fiscale

Sono lavoratore dipendente.
E dunque, le imposte sui redditi, le pago.
Per ottenere le detrazioni concesse a chi, come me, ha un mutuo per la prima casa, ogni anno, invece di avere le imposte automaticamente calcolate, mi faccio venire l'emicrania compilando il modello 730. È piuttosto semplice, ma io, imbranato, regolarmente riesco infilare qualche errore, corretto poi dalle pazienti ragazze del CAAF.
Giuro che ogni errore è assolutamente involontario. Non avrebbe senso infatti cercare di farla franca: il documento da presentare a riprova dei conti è il CUD, ed i numeri riportati sul 730 devono corrispondere a quelli stampati su quel foglio.

Per la verità la correttezza dei dati scritti sul modulo è controllabile solo per i redditi da lavoro dipendente. Potrei, in linea teorica, dare ripetizioni di greco antico, fare lavoretti da elettricista, accudire a canarini a domicilio o insegnare a volare in deltaplano, dietro compenso, e poi non dichiararlo come reddito. Ma non svolgo nessuna di queste attività, credetemi.

Di certo non sono solidale quanto Artemisia, che vorrebbe pagare più tasse. Invero preferirei pagarne di meno. Ma sono orgoglioso di poter affermare che non evado mai e sono contento di pagare fino all'ultimo centesimo di quel che mi è dovuto, per dare il mio contributo alla comunità.
Mi piacerebbe che anche gli altri membri della stessa comunità facessero altrettanto.
Innanzitutto per un motivo sociale. Visto che i servizi sono finanziati dallo Stato tramite le entrate provenienti dalle tasse, non pagare le tasse significa fare sì che i servizi non siano adeguatamente pagati (e quindi qualitativamente peggiori) oppure che la pressione fiscale aumenti (ovviamente sui non-evasori).
Inoltre, non riesco a trovare una ragione valida per cui, a parità di reddito, chi è onesto possa disporre di meno denaro, dato che deve riservarne una parte da pagare in tasse.

Il sistema fiscale italiano non lascia spazio all'evasione fiscale da parte del lavoratore dipendente, mentre la rende facile e blandamente punita per il lavoratore autonomo, semplicemente perché di quest'ultimo è più difficile valutare il reddito.
Il che, naturalmente, non significa affatto che i lavoratori dipendenti siano onesti e quelli autonomi no. Conosco infatti dei lavoratori autonomi che pagano fino all'ultimo centesimo, mentre parecchi lavoratori dipendenti non evadono solo perché non hanno la possibilità di farlo, cosa che è ben lungi da una assoluzione morale.

La ricevuta fiscale.
La tassazione di un esercizio commerciale avviene in base al fatturato, cioè alla somma dei proventi dalla vendita dei prodotti o servizi, nel periodo di un anno.
La ricevuta fiscale è un documento ufficiale che viene rilasciato dall'esercizio commerciale, che contiene il totale pagato dal cliente, il dettaglio di tutti i prodotti o servizi acquistati, le generalità fiscali dell'esercizio, un numero progressivo e una data che la identificano univocamente.
È compilata, in duplice copia, a mano oppure in modo automatico, sottoforma di scontrino fiscale, dal registratore di cassa. Una copia viene rilasciata al cliente e l'altra se la tiene l'esercente. L'insieme di tutte le ricevute fiscali rilasciate in un anno è dunque una documentazione sufficiente per il calcolo del fatturato.

Il modo più ovvio per evadere le tasse perciò è quello di non emettere la ricevuta fiscale a seguito di un acquisto.

Io non credo che il consumatore debba impersonare il ruolo di controllore. Ma la ricevuta, che è una prova d'acquisto, è la garanzia che le tasse relative verranno pagate, ed e' diritto del cittadino verificare che ciò avvenga.
È evidente che quando un esercizio commerciale non rilascia la ricevuta, in quel momento sta evadendo le tasse. Sta commettendo un reato.
A fronte di un acquisto, ogni commerciante fornisce il bene pagato dal cliente. È normale. ("non sono mica un truffatore!"). D'altro canto il cliente certamente paga il bene acquistato ("non sono mica un ladro!"). Non si capisce bene perché sullo scontrino fiscale si ritiene lecito sorvolare.

Non so a voi, ma a me spessissimo capita che il negoziante "si dimentica" di rilasciare lo scontrino.
Siccome io pago le tasse, la cosa mi irrita parecchio, e quando ciò accade, lo richiedo esplicitamente. A quel punto mi viene in genere rilasciato, a volte con una reazione di stizza o di sufficienza. Raramente mi è capitato che mi venisse comunque rifiutato.
Credo che però, purtroppo, la maggior parte dei consumatori non abbia indole altrettanto rompiballe, e alla fine, per ogni scontrino preteso moltissimi altri si perdano nel colpevole oblio.

Io non credo che ci sia una categoria particolare verso cui puntare il dito. Come fa notare Maurice in un suo post, se le statistiche dicono che i ristoratori sono tra i più sfrontati evasori, ciò non significa che si possa accusare di evasione ciascun ristoratore. Ad esempio, quell'unica volta che abbiamo cenato al ristorante di Maurice, la ricevuta mi è stata regolarmente rilasciata. Dire che i ristoratori sono disonesti è ingiusto nei confronti di quelli onesti.

Ed è proprio per questo, secondo me, che i disonesti dovrebbero essere identificati. Come dice Maurice, "Tirare fuori i nomi e non sparare a casaccio sul mucchio". Detto fatto. Da oggi comincio una rubrica su questo blog che denuncia gli esercizi commerciali che evadono il fisco. O almeno che ci provano quando tocca a me pagare il conto. L'elenco apparirà in un riquadro nella colonna di destra

Tengo a precisare che questa denuncia non ha niente a che vedere con la qualità del prodotto.

Da qualche parte bisogna pur cominciare, e dunque, casualmente, capita che il primo evasore della lista sia la famosa Pasticceria Vassalli, Via S. Carlo 84/86 - 25087 Salò (Brescia). R ed io siamo entrati venerdì mattina nel negozio. Abbiamo preso una fetta di torta alla ricotta, un "cestino alla frutta" (cialda al cioccolato e mandorle riempita di frutta e crema), due caffè shakerati, due bicchieri di acqua minerale e un pacchetto di biscotti al limone. La signora (immagino si tratti della proprietaria), utilizzando il registratore di cassa come punto d'appoggio per scrivere sul blocknotes, ha eseguito la somma a mano e ha accettato il nostro pagamento del conto con carta di credito. Solo dopo il pagamento, quando ci stava già salutando, ho preteso e ottenuto lo scontrino.

14 commenti:

Maurice ha detto...

Grazie per la citazione. C'è da dire un'altra cosa che né tu né io abbiamo mai detto: chi mi garantisce che anche chi rilascia RF o fattura, poi paghi effettivamente le tasse relative? Quante volte la GdF ha scoperto evasioni di Iva. Spesso sono preso dallo sconforto: riusciranno mai gli italiani ad essere persone corrette e a rimettere in sesto la baracca?

dario ha detto...

Infatti, secondo me i problemi sono due. Il primo e' che gli Italiani (semplifico, ma non voglio generalizzare!) a tutti costi vogliono evadere. E' un problema culturale. E se uno vuole a tutti i costi sicuramente il modo lo trova.
L'altro problema e' che dal sistema questo e' accettato (anche se ufficialmente represso). Tu dici quante volte la GdF ha scoperto evasioni di Iva. Io dico, quante volte la GdF non ha affatto scoperto evasioni semplicemente perche' si e' bendata gli occhi?
Io conosco finanzieri che ogni anno, a Natale, ricevono tanti doni da non riuscire a contenerli in casa, tanto da riuscire ad invadere anche le case degli amici e dei parenti con doni riciclati.
O sono davvero persone affascinanti oppure c'e' del sospetto, non credi?

Max C ha detto...

Un'altro idealista come me. Io pago tutto il pagabile e pretendo tutti gli scontrini. Il mio dentista è il mio solo perchè mi ha sempre fatto da subito la ricevuta fiscale e non mi ha mai proposto un taglio alla prestazione se avessi rinunciato ad essa. Ci sono delle sacche di onestà tra i liberi professionisti anche se purtroppo la maggioranza non mi sembra troppo disponibile. In ogni caso è bella la tua iniziativa di denuncia...si deve iniziare a reagire dalla base e dare dei buoni esempi.

Artemisia ha detto...

Sono d'accordo in tutto e per tutto e non siamo affatto in contraddizione. Tu senti che stai contribuendo quanto puoi e forse di piu', io sento che potrei contribuire anche un po' di piu' a patto che, ovviamente, tutti pagassero il dovuto e chi amministra i soldi pubblici non li sprecasse. Tutto qui.
Fai benissimo a pretendere ricevute e scontrini e a boicottare chi non li emette. Anch'io lo faccio anche se, a dire il vero, qui a Firenze e' abbastanza raro che non ti diano lo scontrino. In ogni caso, come accenna anche Maurice, cio' non e' sufficiente per essere sicuri che non ci sia evasione, almeno secondo quello che ho sentito dire da un esperto. Pero' e' gia' un grosso passo avanti.

dario ha detto...

:-) ci sono molti modi di evadere le tasse, sono d'accordo. Ma credo che l'unico che posso controllare io direttamente, come consumatore, e' il mancato rilascio della ricevuta. E quindi questo faccio.

Poi, sconcertante, e' qualcosa che ho trovato sul sito della Guardia di Finanza... cerchero' meglio e poi magari riferiro' le parole testuali...
Sembrerebbe che e' dovere-diritto del consumatore pretendere il rilascio della ricevuta fiscale. Cioe', se l'esercente (o il professionista) dice qualcosa tipo "con o senza ricevuta?" promettendo sconto se si sceglie l'opzione "senza", e' diritto-dovere del cittadino pretendere la ricevuta. La cosa e' espressa, pare a me, sottintendendo che e' colpa del cittadino se l'esercente non l'emette.

Artemisia ha detto...

Non mi stupisce. Se non ricordo male e se non sono cambiate le norme, il consumatore che esce da un negozio con della merce e viene beccato senza scontrino credo che rischi una piccola multa (mi ricordo qualcosa come 7000 lire).
Non lo trovo scandaloso. Credo che l'intento sia creare un piccolo conflitto di interessi tra il negoziante e il cliente perchè non si alleino contro il fisco.

dario ha detto...

Ah, ecco, ho trovato il passo cui mi riferivo sul sito della GDF:
(...) Quando vi viene richiesto: "CON O SENZA RICEVUTA?" ed il prezzo CAMBIA in funzione della risposta che date, vi stanno chiedendo se volete consentire o meno A LORO di EVADERE LE IMPOSTE.
In questi casi è doveroso chiedere il documento fiscale (...)
.

Ho trovato questo passo mentre cercavo di capire le ragioni di un esercente (mi ha venduto delle piante di rosa rampicante) che non mi ha voluto rilasciare ricevuta fiscale adducendo che i coltivatori diretti non ne hanno l'obbligo.
In effetti non ce l'hanno.
Ma mi chiedo come faccia il consumatore a sapere se l'esercente sia un coltivatore diretto o appartenga ad un'altra categoria che non ha l'obbligo di emissione. Il vivaista li' accanto, ad esempio, emette lo scontrino perche' non e' coltivatore diretto, ma io che ne so?

Questa cosa mi ha fatto pensare. Perche', se io non so se l'esercente deve o no rilasciare la ricevuta, come faccio ad essere passibile di multa quando non mi viene rilasciata?

Sono comunque d'accordo con te. Non e' scandaloso. Quel che trovo scandaloso e' che, sul sito della guardia di finanza sia specificato chiaramente l'obbligo del cosumatore di richiedere la ricevuta, ma non ci sia scritto altrettanto chiaramete che l'esercente abbia l'obbligo di rilasciarla.
Quel passo riportato sopra potrebbe inndurre a pensare che l'esercente e' libero di evadere le tasse, a meno che il consumatore non gli imponga di pagarle, sottintendendo che se cio' non avviene si tratti di infrazione del consumatore, e non dell'esercente.
Avrei trovato piu' ragionevole scrivere che quando l'esercente non vuole emettere la ricevuta il consumatore abbia l'obbligo di chiamare il numero verde della GDF con il suo bel telefonino. Invece questo non e' nemmeno consigliato da nessuna parte, sul sito.
Questo e' un parafulmine per l'esercente. Gia' me l'immagino.
lui: "10 euro, grazie"
io: "mi fa lo scontrino"
lui: "no"
io: "allora io chiamo la GDF"
lui: "ecco lo scontrino"
ed e' tutto a posto, perche' lui ha rilasciato lo scontrino quando io gliel'ho rhichiesto. Come ho scritto sul post, non credo che sia proprio del consumatore il ruolo di controllore.

Anonimo ha detto...

Concordo pienamente.. mesi fa ho letto quel pezzo ed ho pensato la stessa cosa!
Ma secondo te se kiami il 117 la gdf arriva?
Credo proprio di no..
Evadere le tasse è nell'indole innata degli italiani e fin quando i controlli saranno così blandi l'evasione non potrà far altro ke crescere...

dario ha detto...

Anonimo,
Non ho mai provato, ma ho la sensazione che se un esercizio commerciale si rifiuta di farti lo scontrino e chiami il 117, magari dopo due ore che stai ad aspettarli, poi vengono.

Pero' rarissimamente a me e' capitato che si rifiutassero di farmi lo scontrino. Il piu' delle volte fanno finta di dimenticarsi e poi, quando glielo chiedi, con uno sguardo che indica tutta la loro scocciatura nel dover eseguire le richieste del solito rompicoglioni, alla fine te lo fanno. Il che, ovviamente, vanifica le motivazioni di chiamare il 117.

Se guardi sul sito della GDF, c'e' scritto chiaramente che se l'esercente non ti fa lo scontrino, tu glielo devi chiedere. Tra le righe sembra quindi che la colpa di una "dimenticanza" dell'esercente ricade anche sul cliente che non ha provveduto a "rinfrescargli la memoria".
Che poi se ti beccano (a me e' capitato un controllo, ed ero in regola) fuori dall'esercizio con la merce e senza scontrino, la multa la fanno sia al negoziante sia a te.

Alla facciazza dell'onesta'!

Anonimo ha detto...

Recuperando l'evasione fiscale nel 96. Figuratevi ora sono 685.000.000.000.000 lire/anno
Riepilogando velocemente la proposta avanzata si basava:
nel 1996 l'evasione stimata era dai 250.000.000.000.000 ai 350.000.000.000.000 di lire, che recuperandola avrebbe dato le risorse per dare:
250.000.000.000.0000 / 4.000.000 (nuovi posti di lavoro) con uno stipendio lordo di 62.500.000 con la ?mano? destra:
62.500.000 - 13,5 % = 4.629.000 (accantonamento T.F.R.)
62.500.000 - 4.629.000 = 57.871.000 il 32,6% di I.N.P.S. = 18.866.000
57.871.000 - 18.866.000 = 39.005.000
39.005.000 - 10.130.000 (imponibile I.R.P.E.F. del 1996)
39.005.000 - 10.130.000 = 28.875.000 (stipendio netto)
Con la mano sinistra avrebbe ritirato:
18.866.000 X 4.000.000 (nuovi occupati) = 75.464.000.000.000 di I.N.P.S./anno
10.130.000 X 4.000.000 (nuovi occupati) = 40.520.000.000.000 di I.R.P.E.F./anno
Ed ora lo Stato avrebbe a disposizione :
75.464.000.000.000.000 + 40.520.000.000.000 = 115,984.000.000.000
115,984.000.000.000 X 13 anni (Dal 1997 ad oggi) qualcosa come 1.507.792.000.000.000 di lire pari a oltre 778.000.000.000 di euro con i quali ora saremmo qui a ridercela della crisi con una economia alle stelle con un debito pubblico quasi dimezzato, questo senza tener conto dei nuovi stipendi che avrebbero fatto da propulsore all'intera economia.
Inoltre ci sarebbe stato l'accantonamento:
T.F.R. 4.629.000 X 4.000.000 (nuovi occupati) = 18.516.000.000.000/anno x 13 anni = 240.708.000.000.000 di lire coi quali, era suggerito nella proposta, di far partecipare i dipendenti nella propria azienda, e non solo per i nuovi occupati, (quello che ha detto di voler fare il ministro Tremonti in questi giorni), per mezzo dei quali i lavoratori avrebbero avuto ulteriori introiti e un attaccamento maggiore ai destini della propria azienda mentre gli imprenditori avrebbero avuto denaro fresco, personale motivato e una fortuna immensa avendo maggiori clienti che avrebbero acquistato i lori prodotti. Comunque non appena tolto il Paese dall?emergenza del disavanzo pubblico una graduale riduzione di tasse per tutti, e come veniva suggerito: partendo da quelli che le tasse le avevano pagate tutte, per non prenderli per il "naso".
NB. Questi sono conteggi fermi al 1996 quindi non tengono conto del raddoppio o del triplicarsi dei prezzi per effetto del mancato controllo con l?introduzione dell'euro, altrimenti queste cifre sarebbero ancora più alte e ancora più difficili da leggersi.

Il modo per recuperarla è ancora più semplice del conteggio, cioè: permettere ai lavoratori dipendenti ed ai pensionati di portare in detrazione l'I.V.A.. In tutti questi anni ho bussato tutte le porte ma nessuno vuole risolvere il problema, d'altra parte stiamo parlando d'interessi che sono un oceano di miliardi, se poi tutti gli anni ci sono centinaia di persone che si suicidano per aver perso il lavoro o comunque per precarietà economica, altri 1400 sul lavoro, 6000/7000 sulle strade, senza contare quelli che muoiono per "mal sanità", sotto scuole che crollano, dissesti ed esondazioni varie. Tutto perché ci dicono che non ci sono risorse economiche?????

Postato da: Giuseppe Vitali

dario ha detto...

Usti!

democrazia turnaria ha detto...

"Gli ultra ricchi, i padroni, non evadono le tasse, le riscuotono.
Stato e fisco sono roba loro, non nostra. Lo stato non siamo noi, lo stato è contro di noi.
Non capisco la follia di coloro che, pur rendendosi conto che lo stato è un privatissimo strumento di depredazione in mano a famiglie di scadenti potentati, vogliono conferire a questo stato-strumento più poteri, più funzioni, più tasse, più soldi, contro gli interessi della propria famiglia. E' come darsi la zappa sui piedi." ( Filippo Matteucci )

Anonimo ha detto...

ne conosco mille di evasori...e vorrei fare una lista e spedirla alla gdf

dario ha detto...

gia', ce ne sono proprio tanti. Diciamo che non ne ho raccolto l'elenco come mi ero ripromesso di fare.
Ho paura pero' che mandare l'elenco degli evasori alla gdf non servirebbe a niente, perche' ormai non si puo' piu' provare se il prodotto sia stato o meno acquistato o consumato in quell'esercizio commerciale. E se anche si potesse provare che lo scontrino non e' stato rilasciato, anche il cliente sarebbe in multa.