giovedì 8 luglio 2010

Rifugio Martina - Monte San Primo

27 giugno 2010.

Il sentiero che dovremo percorrere
nel ritorno, visto dalla sommità
del monte San Primo
Si preannuncia una giornata calda, quindi decidiamo di uscire presto.
Sulla strada che connette Erba e Como, da Lecco c'è una deviazione a destra che indica per Canzo. Si tratta di una bellissima strada panoramica che porta alla famosa località di Bellagio tagliando il Triangolo Lariano nel bel mezzo. Dopo Canzo, ad Asso bisogna proseguire dritto, e ignorare la deviazione per Bellagio, ché porta di nuovo sulla strada costiera. Questa strada è famosa per i ciclisti (percorrendola ne incontriamo davvero tanti), infatti ad un certo punto c'è la cappella della Madonna del Ghisallo, dedicata alla memoria di Fausto Coppi, e proprio lì vicino, il Museo della Bicicletta. Proprio a quell'altezza c'è una strada, verso est, che si aggrappa, tutta tornanti, alla montagna. Finisce con un tratto di sterrata, in località San Primo, dove c'è un albergo in disuso (chissà perché non lo restaurano... è bellissimo!) e, alla fine, un parcheggio. Una sbarra indica che da qui l'accesso è consentito a piedi. Seguendo le indicazioni per il rifugio Martina si percorre prima la strada principale e poi una deviazione a sinistra. Dopo circa 15-20 minuti si arriva al rifugio su un tratto in salita, ma piuttosto agevole. Qui si fermano quasi tutti, in effetti sembra un posto molto accogliente. La nostra meta però è la cima del monte San Primo. Dietro al rifugio, infatti, a sinistra si diparte un sentiero. Cominciano i tornanti!

Lo stesso sentiero, appena percorso
la strada si fa sempre più difficile, tanto che in alcuni tratti bisogna aggrapparsi con le mani alle rocce e alle piante. Maddie e Mr. Bentley hanno bisogno di qualche aiutino per superare tratti particolarmente ripidi. Fa caldo ed è piuttosto umido, le mosche si appiccicano alla pelle sudata ogni volta che ci si ferma a riprendere fiato. Ma il luogo è bellissimo, il sentiero taglia in mezzo al bosco e il canto degli uccelli ci tiene costante compagnia. Mr. Bentley rimpiange la propria cuccia mentre Maddie è impaziente di vedere quel che verrà dopo. Incontriamo qualche altro escursionista, addirittura un paio di ciclisti che scendono, in direzione opposta, con la bici in spalla (pazzi!). Chiediamo informazione a loro e ci confermano che il sentiero, dalla parte opposta della montagna, è decisamente più agevole (loro l'hanno fatto in salita in bici).
Finalmente, dopo quasi due ore, la foresta improvvisamente si apre e la cima è a portata di mano. C'è una croce e un ripetitore radio, alimentato da vistosi pannelli solari.
Dalla cima si dipartono due sentieri, proprio sulla cresta, uno a destra, verso nord-ovest, l'altro a sinistra, verso sud-est. Sfortunatamente il tempo non è molto clemente. Non piove, ma è molto fosco, e il lago non si riesce a scorgere. Dovrebbe esserci invece una bella vista proprio dove il ramo di Lecco si divide da quello di Como, a Bellagio.
Prendiamo il sentiero di sinistra, quello che era stato percorso dai ciclisti che abbiamo incontrato prima. Poco più giù ci fermiamo in uno spiazzo per mangiarci un panino, e subito ripartiamo. La discesa è decisamente meno ripida e più facile della salita, ma è anche molto più lunga. Ad un certo punto troviamo un segnavia che indica per il Sentiero Italia, n. 1. Seguiamo quello, che ci porta, tra boschi e pascoli, fino ad una azienda agricola. Da qui prendiamo la strada asfaltata che ci porta giù fino a dove cominciava la sterrata appena prima del parcheggio.
Andata:
  • Tempo: 1:59
  • Distanza: 4.62km
  • Dislivello: 562m (578m in salita, 16m in discesa)
  • Altitudine: da 1151m a 1568m
Ritorno:
  • Tempo: 2:50 (inclusi 20 minuti di sosta per il pranzo)
  • Distanza: 6.48km
  • Dislivello: 562m (47m in salita, 609m in discesa)
  • Altitudine: da 1678m a 1116m
Traccia GPS dell'escursione.
In rosso la salita, in giallo la discesa: A: Parcheggio auto; B: Rifugio Martina; C: vetta monte S. Primo; D: Pausa pranzo; E: Intersezione con il Sentiero Italia n.1; F: Fattoria; G: Hotel dismesso.

18 commenti:

Annalisa ha detto...

Il Monte S. Primo, Piano Rancio ed il Rifugio Martina sono luoghi che conosco molto bene perchè da adolescente (anni 1968/69/70) ci andavo in colonia. Infatti quell'imponente edificio in pietra che si trova prima del parcheggio per salire al rifugio non è un "hotel dismesso" ma bensì la colonia montana ex Opera Pia Bonomelli. Davanti alla colonia c'è un sentiero in salita nel bosco che porta ad una piccola chiesa, anch'essa credo in stato di abbandono.
Questi luoghi, nonostante siano trascorsi molti anni, li ricordo ancora con affetto e vedere la "mia colonia" in quello stato di degrado mi fa male al cuore.

dario ha detto...

Ciao, Annalisa.
Quell'edificio e' bellissimo. Non tanto l'edificio in se, ma il luogo in cui e' posto e la vista che, immagino, si possa vedere dalle terrazze. Peccato davvero sia in stato di abbandono... Mi chiedo perche' non venga rilevato da un privato per farci un hotel. So che l'idea non e' molto romantica, ma meglio che questo degrado, no?

Unknown ha detto...

ciao Dario,
leggo solo ora il tuo commento, dopo 4 anni ...... meglio tardi che mai non credi?
Condivido l'idea che possa essere rilevata da un privato ma più che per un albergo la vedrei meglio come residenza estiva per anziani.
Il luogo è di sicuro tranquillo e sopratutto salutare con tutte le pinete che la circondano, la montagna non è particolarmente alta, ci sono molti prati e sentieri per le escursioni a piedi non difficoltose ed inoltre c'è il bellissimo lago di Como raggiungibile in nemmeno mezz'ora di tempo con mezzi di trasporto.
Ma so che tutto questo rimarrà solo un sogno, chi vuoi che investa di questi tempi in una zona così "sperduta", senza particolari attrattive ed anche scomoda da raggiungere con mezzi pubblici?
Mi sa che la dovrò vedere, a malincuore, per molti anni ancora in quello stato di degrado.

Anonimo ha detto...

Anche io leggo soltanto ora questa discussione. Confermo trattasi di un edificio appartenuto all'Opera Pia Bonomelli. Fu la mia colonia estiva per quattro estati, dalla 3a alla 1a media. Conoscevo benissimo quelle zone perché quasi ogni giorno, dopo la preghiera mattutina nella chiesetta di cui si è fatto cenno, si facevano lunghe passeggiate su e giù per i boschi e i prati circostanti. Mi ricordo di una epica passeggiata fino a Bellagio con ritorno in pullman di sera stremati dalla fatica e sotto un violentissimo temporale. CI ritornai nel 2003 con mia moglie e fu molto doloroso vedere lo stato di abbandono del posto. Il campo di calcio era ancora lì, ma pieno di erbacce quasi irriconoscibile. Pochi sanno che proseguendo per un sentiero dentro nella pineta che partiva dalla parte antistante dell'edificio, si arrivava ad un campetto erboso, più piccolo, ma molto bello.

Anonimo ha detto...

Solo ora vedo questi commenti. Negli anni '80 passavo ogni estate due mesi come collaboratrice.
Tanta tristezza vedere questo degrado.
Avrei piacere di risentirmi con qualche ragazza che ha vissuto come me questa bellissima esperienza.

Annalisa ha detto...

E chi non se la ricorda la mitica gita a piedi dalla colonia fino a Bellagio??
Partenza all'alba (o quasi) dopo aver fatto come ogni mattina l'alza bandiera, con annesso inno nazionale, nel piazzale antistante la colonia (tutti schierati a squadre partendo dai più piccoli ai più grandi) e ritorno in pulmann di pomeriggio inoltrato stanchi morti ma con tanta gioia nel cuore.
Quando ho frequentato la colonia negli anni 1968/69/70 il direttore era Padre Noè Ceriani, dei Padri Missionari Oblati di Rho, qualcuno se lo ricorda??
Era lui che organizzava e ci accompagnava personalmente per tutto il percorso tra i boschi e gli alpeggi fino a Bellagio.
Un sacerdote come lui non se ne trova più, un vero compagno di giochi, la sua allegria contagiava tutti i bambini, a quelli che piangevano perchè avevano nostalgia dei genitori lui aveva sempre una buona parola.
Anche le s.messe che celebrava erano speciali, molto animate e piene di canti che lui stesso ci insegnava.
Ricordo la chiesetta della colonia ed il campetto dove andavamo a giocare a pallone e le scarpinate su al rifugio Martina per gustarci un gelato o una bibita.
E le caramelle o i gelati acquistati al baretto "da Piero" (ora non esiste più, è un rudere) poco prima di arrivare alla colonia o la capanna del latte il cui proprietario ci offriva la cioccolata ed il latte appena munto.
Sono trascorsi parecchi anni ma i bellissimi ricordi delle vacanze estive trascorse in colonia a S. Primo sono rimasti indelebili nella mia mente.
A volte mi chiedo come è possibile ......... ci sono dei giorni che non ricordo quello che ho fatto poche ore prima mentre ho ancora negli occhi e nella mente situazioni, ambienti e visi di persone conosciute 50 anni fa.
Adoro questo luogo, l'ho segnalato anche al FAI qualche anno fa come il "Mio Luogo del Cuore" personale!!!

lalle ha detto...

Nessuno ha qualche foto dell'epoca? Mi piacerebbe vedere com'era bello quell'edificio a quei tempi...leggendo i vostri commenti mi sono immaginata i luoghi..le storie...che bello!

Annalisa ha detto...

Io posseggo 3 foto in b/n scattate da qualcuno davanti alla veranda e nel boschetto a lato della colonia dove erano posizionate le altalene e altri giochi.
A quei tempi non c'era la possibilità di scattare foto come adesso che anche i bambini che frequentano le elementari posseggono cellulari di ultima generazione.

ginni ha detto...

Mi chiamo Virginia (Ginni) e ho fatto l'assistente di colonia a S.Primo verso la fine anni '60,inizio anni '70.Mi ricordo tutte le cose che avete raccontato e in particolare il fatto che li',dopo circa 15 anni che non la vedevo,ho trovato la suorina che mi curava quando andavo all'asilo(suor Giannina,molto giovane ,dell'ordine di Marisa Ausiliatrice).Avevo da seguire un gruppo di circa una decina di maschietti dai 5-6 anni,mi ricordo la passeggiata alla capanna del latte,dove si poteva prendere il sole nel nostro giorno di riposo e assaggiare le zucchine con le uova che faceva il proprietario della baita.E ancora:un temporale verso la fine di agosto che abbasso' di molto la temperatura e che imbianco' la Grigna che vedavamo dalla colonia.Si,ho rivisto l'anno scorso la colonia in stato di abbandono e mi si e' stretto il cuore...Era un posto dove sentivi cantare" Viva la gente" da tanti bambini,dove si rideva e si giocava...E' passato un sacco di tempo,ora quei bambini sono piu' che adulti...se qualcuno mi vuole contattare lascio la mia mail ginny.milani@virgilio.it

Annalisa ha detto...

Ciao Virginia, ti contatto volentieri con email.
Annalisa

enrica ha detto...

Ciao a tutte le persone che mi hanno lucidato la memoria!!!Io mi chiamo Enrica e sono della provincia di Milano anch'io faccio parte di quelle bambine della colonia Bonomelli!!!Ho fatto due anni d'estate poi altri tre alla colonia Bonomelli di Cesenatico.Mio papà lavorava alla SIEMENS ELETTRA e se qualcuno faceva parte di questa ditta forse si ricorda come avevamo modificato questo nome. ( Sembra Impossibile Essere Miliardari Eppure Noi Siamo E Lo Elenchiamo Sempre Sempre Rispettivamente Amandoci ) Qualcuno ricorda??? Io mi ricordo quando si andava in gita a Bellaggio tutti quegli scalini per arrivare al lago e le buonissime polpette???Io l'ultimo anno ero nel dormitorio della mansarda. Un abbraccio a tutti e spero leggere ancora ricordi.

Annalisa ha detto...

Ciao Enrica, anch'io abitavo in un paese della provincia di Milano divenuta ora provincia di Monza Brianza.
Ricordo perfettamente che c'erano i bambini della Siemens Elettra, mentre io ero del gruppo Borletti.
Anche il mio dormitorio era in mansarda. Io ho trascorso tre estati a S. Primo.
Ricordi padre Noè Ceriani e padre Dante, i sacerdoti che dirigevano in quegli anni la colonia??

enrica ha detto...

Ciao Annalisa si grazie a te mi sono ricordata , la chiesina, mi ricordo nel retro della colonia le lavanderie,poi??? Io allora avevo 9/ 10 anni magari chissà quante volte ci siamo viste parlate. Io in questi anni ho cercato su internet di rintracciare qualcuno ma senza risultati non sono molto tecnologica!!! Oggi mi sono trovata su questo sito e non mi sembrava vero!!!

enrica ha detto...

AH!!!!! Dimenticavo ho letto che hai delle foto se ti va me le manderesti????Io sono su facebook enrica Arrigoni Carpaneto piacentino

Annalisa ha detto...

Enrica ho attivato i contatti su Facebook.
A risentirci..... ciao

Enrico (Bellagio) ha detto...

Ciao Annalisa, leggevo tutta la discussione... solo una precisazione.... la colonia montana ex Opera Pia Bonomelli prima di essere colonia, era un hotel..... il Grande Albergo Parco San Primo.... edificato nel 1928.... poi nel marzo 1946 ci fu una valanga causata forti nevicate che seppellì e distrusse la dependance uccidendo 11 persone... da li inizio un periodo di declino per l'hotel che dopo la ristrutturazione tento un rilancio: cambio nome in Chalet Selva per un breve periodo, per poi trasformarsi in colonia montana Bonomelli dagli inizi del 1950.... se nn erro dal 1952-1953..... Scusa l'intrusione

Annalisa ha detto...

Enrico, nessuna intrusione anzi ..... grazie infinite per la tua precisazione.
Già ai tempi, quando frequentai la colonia, dedussi che era stato in precedenza un albergo perché, entrando sulla sinistra, ricordo che c'era ancora posizionato un bancone di legno (da hall) con le caselle delle chiavi.
Ho cercato invano su internet notizie al riguardo ma non le ho trovate. Non ho mai saputo nemmeno della valanga che fece 11 morti. 😱
Leggo che sei di Bellagio, quindi credo che per te sia più semplice reperire queste memorie storiche.
Saluti! Annalisa

Enrico (Bellagio) ha detto...

Io adoro la montagna di San Primo e le sue storie.... a mi ero informato tempo fa, facedo una piccola ricerca sfruttando il fatto che vivo a bellagio, infatti su internet non c'è molto.... ma qualcosina sulla valanga ho trovato... sono passati piu di 70 anni... e sotto certi aspetti ricorda molto la tragedia della valanga che seppellì l'Hotel a Rigopiano.... ad essere sincero non son sicurissimo sul cambio nome in Chalet Selva, è passato qualche anno da quando mia suocera mi racconto, lei aveva 10-11 anni e si ricorda... adesso indaghero nuovamente!