martedì 16 settembre 2008

Ibridi? No, grazie!


Ecco alcune delle nostre piantine di pomodoro in giardino
Quest'anno, in primavera, abbiamo piantato qualche ortaggio. Piu' che altro è mia moglie che si occupa della cura delle piantine, ma entrambi ci abbiamo messo entusiasmo e finalmente, dopo un ampio successo con le zucchine, in questo periodo cominciamo a raccogliere gli amati pomodori, forse un po' tardivi, con il clima montano che ci ritroviamo. Ne siamo particolarmente orgogliosi.
Il sapore è decisamente molto migliore della verdura acquistata, perche' i frutti giungono a maturazione ancora sulle piante. Se solo si potesse infilare un pomodoro nel doppino telefonico ve li farei assaggiare.

Ci abbiamo messo impegno, ed abbiamo visto i frutti generarsi a partire dai semi, seguendo tutte le fasi della crescita.
Ma non è solo per questo che mi piace l'idea. Mi pare che questo tipo di risultato dimostri che, almeno in parte, si puo' uscire dalla logica del consumo che ingrassa la nostra societa' a scapito dei paesi poveri.
L'autoproduzione della verdura riduce al minimo gli sprechi della commercializzazione, soprattutto a regime di sussistenza (che noi non abbiamo ancora cominciato a praticare), cioe' con la conservazione dei semi dell'anno precedente da piantare l'anno successivo.

L'esperienza di quest'anno ci ha intrigato al punto che abbiamo gia' cominciato a fare compere per le sementi dell'anno prossimo, e nella ricerca ho scoperto una cosa sconcertante.

Al supermercato tra i pomodori piu' gustosi ci sono i "Mini San Marzano". Abbiamo quindi cercato informazioni riguardo le sementi di questa varieta', e abbiamo scoperto che si tratta di ibridi.
Anche per altre sementi trovate nei vivai abbiamo notato sulle confezioni in bella mostra la dicitura "ibrido F1" stampata nell'angolo della busta.
Da ignorante ho cercato di dare un significato a questo termine, immaginando l'analogo nel mondo animale. Un ibrido è un individuo prodotto dell'incrocio di genitori di razze diverse. Ma in botanica?


Pomodori della varietà "Rouge d'Iraq"
Cercando su internet mi si è aperto un mondo totalmente sconosciuto.
Un ibrido (in particolare del pomodoro, ma il discorso vale anche per numerosissimi altri vegetali che costituiscono la base dell'alimentazione di interi continenti, come il mais) è una pianta generata da un seme ottenuto da un frutto prodotto da una particolare tecnica di impollinazione artificiale.

Il primo passo consiste nella replica in fecondazione autotrofa di piante, per sei-dieci generazioni. Poiche' i pomodori sono ermafroditi (cioe' ogni fiore contiene sia l'elemento maschile che quello femminile), è possibile che si autofecondino (fecondazione autotrofa).
Questo tipo di fecondazione ottiene delle piante figlie piu' deboli di quelle genitrici, poiche' (se ho capito bene) si replicano anche i geni recessivi. In genetica, tra due alternative, tende a vincere il gene dominante (piu' forte) il quale solitamente porta le caratteristiche migliori, ad esempio il vigore della pianta (un gene dominante portatore di una caratteristica perdente si sarebbe infatti estinto nella storia per selezione naturale). In una fecondazione autotrofa, invece, il patrimonio genetico dello stilo (parte femminile del fiore) è identico a quello del polline (parte maschile), e quindi anche i geni recessivi si replicano indisturbati.
Una volta ottenute piante si' deboli, ma pure, si incrociano con impollinazione artificiale degli stili di una linea genetica con il polline di un'altra (l'impollinazione artificiale e' necessaria per evitare che i fiori si autofecondino di nuovo). Questo meccanismo produce piante molto piu' vigorose e fruttifere delle antenate da cui si è partiti. I semi prodotti dai frutti di queste piante vengono etichettati come "Ibridi F1" (cioe' di prima generazione). Di conseguenza, acquistando sementi di varieta' "ibride F1" si ha una aspettativa di produzione migliore, il che, se è gia' stimolante per l'orto di famiglia, è fondamentale per gli agricoltori.


Pomodori della varietà "Cherokee purple"
Il problema degli ibridi cosi' ottenuti è che in genere i frutti che producono contengono semi con un patrimonio genetico piu' povero, e le generazioni successive tendono quindi ad indebolirsi progressivamente. Tanto da rendere sconveniente l'utilizzo dei semi dell'annata precedente per produrre le piantine dell'annata successiva.
La conseguenza di tutto questo è che gli agricoltori debbono acquistare tutti gli anni le sementi per le loro piantagioni. E chi ne trae profitto sono le societa' che producono sementi ibride.
Il loro gioco è quello di trovare varieta' commercialmente valide, spingerle sul mercato e creare domanda, cosi' che gli agricoltori siano costretti a riconvertirsi ad esse e quindi ad acquistare i semi anno dopo anno.
Poche multinazionali, dai nomi gia' sentiti nella produzione di organismi geneticamente modificati (Monsanto, Pioneer...) controllano anche il mercato di queste sementi, e quindi stanno progressivamente diventando proprietarie, in questo modo, dell'intero mercato agroalimentare, manipolando l'economia delle popolazioni agricole che fin'ora hanno campato di sussistenza.

Impossibile pensare che gli agricoltori si adeguino a produrre i propri semi mediante ibridazione, perche', oltre che richiedere esperienza particolare, questa tecnica necessita di un grande sforzo in manodopera. Piu' semplice, per loro, approvigionarsi presso queste multinazionali che risolvono brillantemente il problema sfruttando la forza lavoro a buon mercato dei paesi poveri.

Io sono piuttosto ignorante in materia, e fino a qualche giorno fa non sapevo nemmeno dell'esistenza di sementi ibride. Mi chiedo se esiste un movimento di opposizione a queste tecniche simile a quanto sta avvenendo per gli OGM. Mi chiedo se esiste una regolamentazione in Italia (dubito che esista in paesi come gli Stati Uniti dove non ne esiste una nemmeno per gli OGM) che imponga almeno l'etichettatura di sementi ottenute mediante queste tecniche.
Mi chiedo infine come sia possibile fare consumo critico quando si acquista verdura nella grande distribuzione: per quanto ne so nemmeno l'agricoltura biologica rifiuta questa tecnica.

Riferimenti:

I nostri pomodori, in queste foto, sono non-ibridi - spero...

31 commenti:

Max C ha detto...

Bravo ed auguri per il raccolto.
Tutto quello che dici è vero, ma, a prescindere da questo mia madre continua a prendere i semi dei pomodori che produce e consuma e quindi in primavera li mette a dimore nella serra per potere trapiantare le piantine in genere a fine marzo sempre sotto la serra ma che scoprirà dopo circa un mese. I pomodori si producono ugualmente e sono buoni, te lo garantisco. Capita anche spesso che nascano delle piante da sole in giro per l'orto, se un frutto cade a terra in mezzo ad una fila e marcisce in genere l'anno dopo ci sono le piantine. E' vero che di anno in anno le piante potrebbero essere pià deboli ma se hai la pazienza di far maturare e prelevare sempre i semi del pomodore più bello di tutti vedrai che non cossi rischi. Certo devi buttarti sulle qualità più forti, cuore di bue, San Marzano classico, Piacentini. Ma tu non abiti in città, c'è di sicuro qualcuno che riproduce le piante senza comprare i semi o addirittura le piante, basta che ti rivolgi a lui e vedrai che ti troverai bene.
Ovviamente puoi usare questi sistemi per coltivare di tutto, dall'insalata alle melanzane...sempre che essendo su pei monti, queste colture riescano a portare i frutti.

dario ha detto...

Max, certo, sono certo che il problema si pone nei termini che ho descritto nel post solo per gli ibridi. Il trucco e' quindi non utilizzare le sementi di varieta' ibride. San Marzano e Cuore di bue non lo sono di sicuro. Ci sono altre varieta', ad esempio il Rouge d'Iraq e il Cherokee purple che vedi in foto che secondo me sono piu' buoni del cuore di bue e che non sono ibridi.

A proposito, scusa se ti sfrutto per un consigli, visto che hai la mamma esperta.
Qual'e' la tecnica per conservare i semi? Io ho letto questa procedura:
Si prelevano i semi da un frutto maturo, conservando anche un po' della polpa del pomodoro stesso. Il problema e' eliminare la gelatina naturale che si forma intorno al seme senza compromettere il seme stesso, perche' quella gelatina tende a marcire, e quindi ad uccidere il seme.
Si lascia polpa e seme in un bicchiere di vetro per qualche giorno in ombra a temperatura ambiente. Quando la polpa comincia a fermentare (e si forma una muffetta sulla parte superiore) bisogna eliminare la muffa e la polpa, e lavare i semi, riempiendo il bicchiere d'acqua. I semi si depositano sul fondo del bicchiere e la gelatina, staccatasi, tende a galleggiare. Si elminia polpa e gelatina, si lavano i semi e si conservano in luogo buio fresco e asciutto.
Anche tua mamma fa cosi'?

Max C ha detto...

mia madre togli i semi e li pulisce e li lava quando li toglie dal pomodoro. Quindi li mette sopra un foglio di carta cucina (assorbente) e li mette in casa sopra una finestra di modo che prendano il sole e si asciughino. Dopo che sono asciutti li mette via rimuovendoli dalla carta alla quale un po' si sono appiccicati.
Per la conservazione poi è così coem hai detto, lei li mette in un sacchetto di carta chiusi in un luogo fresco e asciutto e meno umido possibile. Per lq ualità che mi hai detto, io non le conosco e penso nemmeno lei. So solamente che ogni terra ha delle caratteristiche diverse e occorre vedere con il tempoquale sia la qualità che va meglio per il terreno. PS...ogni anno i pomodori vanno piazzati in un appezzamento diverso perchè rendano di più ma forse, anzi sicuramente, lo sai già per esserti informato.

dario ha detto...

Uhm... in un appezzamento diverso? Cioe' in una zona diversa del giardino?
Mmmh... questa regola non so se riusciro' a rispettarla... sai... non e' che abbia ettari ed ettari...

Max C ha detto...

Si proprio così, cambiare posto ma un posto diverso in giardino ce l'hai di sicuro a meno che più del 50% non sia messo a pomodori. Di certo avrai anche le patate, se inverti patate e pomodori va già bene. E ricorda che ad inizio stagione una bella zappatura condita con dello stallatico non troppo fresco farà benissimo alla terra che dovrà ospitare sia pomodori che patate facendo atenzione a non esagerare perchè con troppa concimazione l'azoto contenuto potrebbe bruciare le piantine.

dario ha detto...

Mah... avevo intenzione di concimare con del compost autoprodotto... tu che dici?

Patate? Mi sa che le patate non le piantero' (quest'anno abbiamo fatto solo pomodori e zucchine, perche' lo spazio pronto era poco. Sto ancora sistemando il terreno, infatti... sul davanti abbiamo un'area piuttosto ridotta per gli ortaggi, perche' piu' che altro vogliamo renderlo esteticamente bello, con fiori e piante ornamentali, il giardino dietro invece (eh si', ho due giardini!) fino alla scorsa primavera era pieno di ortiche, e stiamo ancora sistemando i terrazzamenti (ha una inclinazione di 30-40 gradi!!!).
Morale, lo spazio e' poco, e per di piu' non e' tutto esposto al sole, e mi dicono che i pomodori invece di sole ne vogliono molto, quindi pensavo di adibire le aree esposte ai pomodori, e lasciare altri ortaggi nelle zone meno esposte. Sbaglio?

Max C ha detto...

Fortunato eh ?? Azz....avessi il telelavoro si che sarebbe una grazia, io di case in campgana con annesso orto e nemmeno troppo in pendenza ne ho almeno due potenzialmente da sfruttare.
Tornando a noi, il sole certamente serve a tutte le piantagioni. sono d'accordo che sul davanti un giardino con fiori sia meglio di un orto anche se ordinato.
A questo punto se vuoi mettere qualcosa davanti devi per forza mettere colture basse, lattuga, coste, qualche pomodoro può anche fare la sua bella figura. Il terreno dientro se infestato di ortiche sarà sicuramente bello povero e nel terreno povero difficilmente viene su qualche cosa. Il compost va abbastanza bene, rende la terra più lavorabile ma soprattutto se il pezzo non è coltivato da tanto devi abbondare in letame per fare crescere le verdure più in fretta.
Oltretutto metti in conto che occorrerà molto tempo prima che la terra possa definirsi ospitale ancorchè in ombra. La pendenza al 30/40% di certo non rende agevole la coltivazione. Secondo me il terreno dietro davvero lo vedo bene per le patate..pensaci. Per il resto se sei riuscito ad avere delle zucchine vuol dire che non fa nemmeno troppo freddo quindi piano piano potrai anche pensare a qualcos'altro tipo fagioli/fagiolini, melanzane...non peperoni a meno che non ti piaccia mangiarli verdi.
Ne hai da fare, anche tu allora mi sembra...

Artemisia ha detto...

Complimenti ancora per il vostro orto!
Anch'io sono assai ignorante su questo tema. So solo che è il tema su cui da anni fa la sua battaglia Vandana Shiva, anche se lei si occupa soprattutto di agricoltori del terzo mondo. La Monsanto è vista infatti come il fumo negli occhi per questi attivisti.
I miei suoceri comprano tutti gli anni i semi (immagino ibridi a questo punto).
Va da sè che nella grande distribuzione non puoi sfuggire agli ibridi, come credo tu non possa sfuggire alle cipolle e alle patate bombardate dai raggi perche non germoglino, e tante altre cose che non si sanno.
Quando ci inviti a cena? ;-)

Maurice ha detto...

Complimenti. Dal nostro orto, invece, solo brutture.
Scusa, ma i Rouge d'Iraq si chiamano così perché esplodono?

dario ha detto...

Maurice, ;-) i rouge d'iraq non esplodono, ma hanno un colore tanto acceso che sembrano farlo. Credo si chiamino cosi' perche' siano stati selezionati laggiu'... ovviamente... Abbiamo notato che crescono su terreno piuttosto arido (per la fretta - mentre cercavamo di sistemare l'orto - abbiamo infatti dovuto piantarli senza curare la terra - piuttosto argillosa - ne' concimarla, e li abbiamo anche annaffiati poco, eppure vedi da te quanto siano rigogliosi).

dario ha detto...

Artemisia, i miniSanMarzano sono buonissimi, e credo anche che facciano bene alla salute quanto qualunque altro pomodoro.
Il punto e' che la loro coltivazione non e' sostenibile, eppure sono convinto che li puoi comprare anche al Mercatale, al GAS di Lecco e forse anche all'AltroMercato (be'... non a quello dove vado io, visto che di prodotti deperibili non ne hanno, ma hanno il cioccolato, ad esempio - fatto con bacche di cacao ibride?!?!?!?).

E allora, come fare consumo critico senza ricadere nelle logiche di sfruttamento dei poveri e della natura?

Boh! Forse e' il concetto di "consumo" - inteso come gente che vende e gente che compra - che non e' sostenibile, a questo punto. Non in un sistema come quello in cui viviamo.

E allora? Bah... io intanto mi coltivo l'orticello, cercando di diventare un espertone in tutti i campi ad esso correlati, per capire quando e in che modo me la stanno ficcando in culo, e per cercare (invano, immagino) di evitarlo.

Artemisia ha detto...

E fai benissimo... aspettando la rivoluzione ;-)

Max C ha detto...

Sui Rouge d'irak, vedrò di trovarli, in collina ho bisogno di pomodori robusti perchè li ho terra di vigna e nonostante le tantissime concimature è sempre problematico fare venire bene i pomodori anche in pieno sole. Quest'anno è andata abbastanza bene il raccolto che continua perchè ha piovuto molto. In ogni caso, ibridi o meno, se li trovo il prossimo anno ne metto qualche pianta, poi vedremo il risultato.
Dai...ancora qualche parolina e Artemisia si metterà anche lei a coltivare il giardino che si vede dal suo balcone...ehehehe

Artemisia ha detto...

In effetti questa vostra conversazione mi affascina proprio. Penso che sia una gran soddisfazione. Ma sono troppo pigra per questo tipo di sforzo fisico. O meglio, lo farei anche ma di sicuro non avrei nessun aiuto dal resto della famiglia e poi so che non gioverebbe alla mia schiena.
In attesa che mi venga voglia di lavorare, vi racconto questa. Quando mio figlio era ancora lupetto qualche anno fa, si propose di prendere la "capacita' di giardiniere" (Max probabilmente sa che vuol dire) e come prova pratica aveva appunto quella di coltivare una piantina e portare al branco (sto parlando di scout) il risultato del suo lavoro.
Seminammo quindi i pomodori e spuntarono tre o quattro piante. Indovinate chi innaffiava queste piantine? Non certo il lupetto! Da queste tre o quattro piante vennero due piccoli pomodori verdi assolutamente immangiabili che marcirono senza maturare. Un bel risultato.
Probabilmente non si sentivano amate 'ste piante e avevano ragione!

dario ha detto...

Arte, certo che anche tu, in fatto di linguaggio gergale!!! ;-)

Max, non saprei dove suggerirti di rivolgerti per acquistare le sementi del rouge d'Iraq. Mia moglie li ha acquistati online da una societa' che spedisce sementi biologiche allovertheworld dall'america.
Lo so che questo metodo di trading non e' molto sostenibile, ma, in fondo, anche aver sposato una donna d'oltre oceano (anzi, oltre due oceani) non e' sostenibile ;-)

dario ha detto...

Uhm... ripensandoci... mia moglie sta facendo acquisti per le sementi dell'anno prossimo, se vuoi le chiedo di prendere qualche bustina anche per te, e poi te la invio.. che ne dici?

Max C ha detto...

donna d'oltreoceano...2 oceani ??? Azz...la mia invece l'ho trovata a soli 18 chilometri.....non è troppo esotica.
Però ha un genitore Ferrarese ed uno Veneto e sa il tedesco .... meglio che niente !

Artemisia ha detto...

"Puoi portar via la ragazza dall'isola ma non puoi portar via l'isola dalla ragazza"
Ho detto bene, Dario?

dario ha detto...

Esatto, e questo ha un che di faticoso, nella nostra vita di coppia, Artemisia.

dario ha detto...

Allora, Max, le chiedo di comprare le sementi per te?

Max C ha detto...

Dario: Sono Felice...più del solito.
Habes papam !! guarda qui:
http://www.fratelligramaglia.com/html/pom_red.html

Ho trovato un vivaio che li ha...ed è abbastanz vicino a casa mia.
Fantastico...diventerò anche io un produttore di pomodori Rouge d'Iraq !!! ehehehe...grazie a te ! vediamo in vigna come verranno ! poi ti dirò.

dario ha detto...

Bene, bene... son contento per te...

Ho dato un'occhiata al sito, ma che bello!!!! Pero' e' un po' fuori mano, per me... chissa' se vendono online...

Hai visto? Vendono anche la nosta amica comune...
http://www.fratelligramaglia.com/html/__artemisia.html

dario ha detto...

Ti consiglio anche quello che tra le varieta' che abbiamo piantato noi, e' secondo me il piu' dolce (tanto che mi piace addentarlo cosi' com'e', appena colto, come se fosse una mela...)
Si tratta del Brandywine Rose. Ho visto che ce l'hanno da Fratelli Gramaglia

Max C ha detto...

ahahahaha...già
me la vedo, la nel vivaio nel suo vasetto venduta a peso d'oro !!!
In ogni caso l'Artemisia non poteva mancare.
Che dire ? Un bel sito, un bel vivaio....penso che mi divertirò facendoci un bel giretto questa primavera...ormai per tutto è già troppo tardi

Max C ha detto...

...ho già capito...quando vado mi tocca prendermi mezza giornata di ferie !!!

dario ha detto...

Cacchio, hai visto le centinaia di varieta' di peperoncino? Mi sa che mi prendero' una giornata di ferie e ci vado anch'io!!!!!

Artemisia ha detto...

"Le Artemisie sono certamente piante eccellenti che non possono mancare in un giardino profumato."

Tiè! Simpaticoni!:-P

Max C ha detto...

.... preferisco le melanzane ....
profumano meno ma ne uso di più....

PS...non vorrei che da domani mutassi il tuo nome in Melanzana...va bene che ci sono le mutazioni genetiche....mah !!!!

Artemisia ha detto...

Buoneee le melanzaneee!
Ma il nickname non lo cambio. Anche perchè l'ho scelto per la Gentileschi e non per la pianta. :-)

Max C ha detto...

Anche perchè Melanzana Gentileschi...non suonava bene !

STEFY ha detto...

Un saluto ad un nuovo amico !!! Specialmente dopo JUVE 2 MILAN 0

....e chi vuol intender, intenda.