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giovedì 16 aprile 2009

Terremoto in Abruzzo

Parlare di una tragedia senza scadere nella retorica del gia' detto non fa per me. Mi limito a constatare che ancora una volta gli organi di informazione italiani politicizzati a destra e a sinistra hanno dato una brutta prova di se', costruendo una verita' che piace al padrone ma che di vero ha poco. Preferisco fidarmi di piu' della parola diretta dell'amica Anna, che in questa tragedia ha perso tutto tranne, per fortuna, la vita e la salute, sua e della sua famiglia.

mercoledì 21 maggio 2008

Castrovalva


Castrovalva
Questo posto incredibile si chiama Castrovalva, ed è una frazione di Anversa degli Abruzzi.

Percorrendo l'autostrada Roma-Pescara si esce a Cocullo, dirigendosi verso Scanno. Attraversata Anversa degli Abruzzi, si entra nelle Gole del Sagittario, e dopo un ponticello un bivio a sinistra indica appunto Castrovalva.
Dopo qualche tornante di una strada stretta si comincia a vedere il paesino in cima alla cresta della montagna avvicinarsi fino a che la strada si infila in una caverna scavata nella roccia per sbucare subito sull'altro lato della cresta. Ancora un po' e siete arrivati. La strada finisce lì, con un paio di parcheggi.
Si tratta di poche case, tre chiese, un circolo (chiuso) e un bed and breakfast, dotato di qualche camera e un paio di piccoli appartamenti, in uno dei quali abbiamo alloggiato (il b'n'b è facile da trovare, ma evito di consigliarlo, visto che i gestori appartengono a quel genere di persone che, pur non mancando di lamentarsi per il malfunzionamento dei servizi evitano accuratamente di dare il contributo dovuto alla comunità, rilasciando la ricevuta fiscale).

La cosa che più stupisce di questo villaggio è l'assoluto silenzio, quasi assordante, rotto solo dai rumori della natura... uno stormo di uccelli, il fruscio del vento, il miagolio di un gatto... Durante le festività (abbiamo trascorso lì anche il 1' maggio) si riempie un po', e si sentono i rumori delle case vicine, nonché i motociclisti, trecento metri sotto, sulla strada delle Gole. Ma l'atmosfera di pace e tranquillità che si respira è sempre predominante. Anche gli odori sono diversi, sanno di erbe rare, di giardini esotici.

M. C. Escher, Castrovalva (1930)

L'idea sconcertante che ci si fa guardando Castrovalva è che sia sospesa lassù sfidando ogni legge di gravità. Questa sensazione è ben resa dal fedele dipinto di M. C. Escher che lì ha soggiornato per qualche tempo. Sì, proprio quello del nastro di Moebius cavalcato dalle formiche e dei frati impegnati a risalire all'infinito scale impossibili... (guardando il dipinto, in secondo piano, in basso a destra, si vede Anversa, e dietro, in lontananza, Cocullo).

Mappa dell'escursione
(dal depliant del WWF)

Il clima era perfetto per una bella escursione... gambe in spalla, dunque!
Abbiamo imboccato la carrozzabile contrassegnata dal segnavia 18, che porta al piccolo cimitero e poi prosegue in un comodo sentiero tra i boschi. Ad un certo punto si vede dall'alto il paese di Anversa, che, percorrendo il sentiero, rimane come punto di riferimento. Si scende sotto il livello di Anversa fino alle sorgenti di Cavuto, sul fiume Sagittario, dove c'è la sede del parco del WWF, raggiungibile anche con l'automobile da Anversa. Nel giardino della struttura ci siamo fermati per una sosta, dove Maddie si è fatta un'abbuffata di coccole da parte di alcuni turisti romani arrivati con un pullman. R. ha scattato qualche foto ai cespugli di erbe che vengono coltivate in quel luogo, ognuna con il cartello che ne indica il nome, dalle più comuni come il timo ad alcune mai sentite nominare (sembra che Anversa fosse famosa nel medioevo come base per la raccolta di erbe officinali o più o meno magiche...).
Dopo una mezzoretta di riposo abbiamo ripreso il cammino lungo il sentiero 17, che dapprima costeggia nel bosco il fiume Sagittario, un centinaio di metri sotto il livello della strada, e poi sale fino a raggiungere il ponticello dove c'è il bivio per Castrovalva. Qui si riemerge dalla macchia e purtroppo bisogna seguire per un tratto la strada asfaltata, finché il sentiero si mette a salire più decisamente tra le rocce, tagliando i tornanti, fino a giungere di nuovo a Castrovalva dalla parte opposta dell'imbocco del sentiero 18.

A passo lento ci abbiamo impiegato circa tre ore e mezza.
L'escursione è bellissima, salvo forse la parte finale che, nel pomeriggio, rappresenta il tratto più impegnativa proprio sotto il sole. Infatti il mio consiglio è di affrontare l'anello in modo diverso: parcheggiare l'auto alle sorgenti di Cavuto, salire a Castrovalva sul sentiero 17 al mattino ancora freschi di fatica e temperatura, e ritornare sul sentiero 18, molto più facile ed in discesa.