Visualizzazione post con etichetta Maddie. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Maddie. Mostra tutti i post

lunedì 8 giugno 2009

Sagra del Pisello

Domenica 31 maggio, Casalborgone (TO).

Frittata ai piselli, Voul-au-vent con crema di piselli, Lasagne ai piselli, Gogu (ravioli ripieni di piselli) al burro e salvia, Spezzatino con piselli.


Io, Maddie e Mr. Bentley a Casalborgone
"Signora, ma è da molto che fanno questa sagra?" chiedo alla simpatica anziana signora che pranza con l'amica proprio di fronte a noi. "Mah... saranno almeno trent'anni..." dice pensierosa. E ribatte l'amico (evidentemente in questi paesini si conoscono tutti) lì accanto, che vuole a tutti i costi dire la sua: "Ma và! saranno almeno cinquant'anni!". Si scambiano qualcosa in dialetto piemontese che io non riesco a capire. Poi la signora, rivolta a me, continua "Sì, ma prima qui si vendevano anche tanti piselli. Poi è arrivata la fabbrica della Lancia e i giovani hanno preferito un lavoro sicuro, invece della coltivazione dei piselli. Arrivavano ad esporre anche due-trecento quintali, sà?" e il vecchietto "due-trecento? Superavano i mille quintali!". Adoro chiacchierare con queste persone! "Ho sentito che ci sono delle visite guidate al centro storico. È bello?". "Bellissimo" mi fa la signora, "...vale la pena di andarlo a visitare, solo che, non creda, in venti minuti a piedi riesce a vedere tutto quel che c'è da vedere" - "Venti minuti? - Ci vorrà almeno un'ora e mezza se si vuole guardare bene tutto!"... e via di questo passo, botta e risposta per tutta la durata del pranzo.

La sagra è organizzata proprio bene, si paga in anticipo alla cassa scegliendo dal menù esposto, vengono rilasciati degli scontrini coi nomi delle pietanze. I biglietti vengono poi ritirati, quando ci si siede ai tavoli, dagli efficienti ragazzi della pro-loco, che ritornano dopo poco con i piatti e le bevande scelti.

Per la visita guidata al centro storico, c'è un trenino elettrico con tre o quattro vagoni ("una volta ce n'erano venti, di vagoni" ci assicura il vecchietto). Abbiamo preferito andarci in macchina, per evitare di aspettare la successiva corsa. Il centro effettivamente è piccolo, ma sembra scolpito nella storia. Ogni giardino pieno di fiori curatissimi, ogni vicolo si apre su un nuovo panorama dei colli del Monferrato.

Al mercatino di prodotti tipici abbiamo ovviamente acquistato un paio di chili di piselli e qualche altro prodotto.

Una bella giornata di festa trascorsa in un luogo di pace e armonia.

sito web

giovedì 27 novembre 2008

Passo del Pertüs e monte Ocone

Dopo un paio di giorni di vento forte, il freddo che arriva dal nord, domenica prometteva una giornata limpidissima.
Maddie e Mr. Bentley erano già eccitati quando io ero ancora aggrappato ad un bel sogno. "Dài Fajah, alzati e andiamo a fare una camminata!" mi incitavano dandomi scossoni sul braccio con le zampine anteriori, la lingua a penzoloni e le orecchie all'insù.
Io rannicchiato sotto le coperte apro prima un occhio, e poi lo richiudo, pretendendo di ignorarli. Ma insistono. Con mugolii e abbai mi convincono che è ora di cominciare la giornata.
Il sole non è ancora spuntato da dietro la montagna, ma il cielo è visibilmente sereno. Andiamo, dunque.

Mr. Bentley
Apro la porta e li lascio uscire in giardino per i loro bisogni mattutini. Una folata d'aria gelida quasi mi convince a tornarmene a letto. Ma ormai la parola è data, è una questione d'onore.

Maddie
Con un veloce conciliabolo decidiamo di seguire un sentiero che è il proseguimento naturale di quello che sale sul Monte Tesoro. Infatti, se dal punto di arrivo di quell'escursione si prosegue sullo stesso sentiero, si raggiunge, a Forcella Alta, un parcheggio in un punto panoramico vicino ad un albergo, un paio di case e un laghetto per abbeverare le vacche (ghiacciato).
In quel punto, raggiunto in auto (guidavo io), c'è l'inizio di questa escursione. Un po' di gente (invero non molto sportiva) è lì a fare foto e ad acquistare i salumi e i formaggi di malga dal solito ambulante.
Maddie e Mr. Bentley sono già eccitatissimi, mentre io rimpiango ancora un po' il cuscino caldo... ma bando alle ciance e gambe in spalla!
Il cammino comincia su di una carrozzabile sterrata che termina poco dopo in un bosco. Poi il sentiero non è ben visibile, ma sono chiari i segni di vernice rossa e bianca sugli alberi. La difficoltà, in questa stagione, sta nelle foglie secche del sottobosco che nascondono completamente le asperità del terreno sottostante, il che rende facile sprofondare con una caviglia tra due rocce.
Maddie e Mr. Bentley avevano la peggio, e a volte sembravano quasi affogare negli accumuli.
Presto, comunque, il bosco si apre in un bel prato, dove bisogna costeggiare la cresta che dà sulla vallata. Si rientra subito in un altro bosco (il sentiero ora è più chiaro) dove si incontrano degli edifici utilizzati in passato per l'uccellagione. Si giunge quindi ad un convento ormai dismesso, la cui

Scorcio dalla vetta del monte Ocone.
Dal basso si distinguono i laghi di Garlate, Oggiono,
Annone, Pusiano e Alserio.
La vetta innevata più alta è il Monte Rosa
chiesetta è in ristrutturazione. Da lì parte un'altra carrozzabile che scende ripida, ma noi seguiamo le indicazioni per il passo del Pertüs (in dialetto locale questo nome significa "pertugio"), e infatti dopo una decina di minuti si giunge ad un ponticello che unisce le due pareti del passo. Qui ci sono degli altri ruderi di strutture utilizzate in passato per la cattura di uccelli in migrazione, pratica dettagliatamente descritta su utili cartelli.
Fino a questo punto il sentiero è stato quasi completamente in lieve discesa e piuttosto facile, ma ora comincia l'ascesa ripida alla vetta del monte Ocone. Spesso i cani non riescono a saltare su per le rocce e devo aiutarli, ottenendo in cambio ampie leccate di ringraziamento. Dopo venti minuti di ascesa eccoci finalmente in vetta. Uno spettacolo mozzafiato. Ho scattato una serie di foto che poi ho messo insieme con Photomerge di Photoshop per creare un'immagine panoramica a 360 gradi (cliccare per ingrandirla).
Fa molto freddo, ogni pozza incontrata è completamente ghiacciata, ma proprio per questo l'aria è davvero limpida tanto da vedere chiaramente fino al monte Rosa da una parte e i colli Piacentini oltre Milano dall'altra. Nella foto panoramica, la vetta apparentemente più alta, a sinistra, appena dopo i ripetitori TV di Valcava, è il monte Tesoro.

Dieci minuti di pausa, Maddie, Mr. Bentley ed io, rannicchiati l'uno contro gli altri ad ascoltare un silenzio quasi assordante, in contemplazione del resto del mondo, appena più sotto.

Il ritorno sullo stesso percorso in senso opposto.
  • Tempo totale: 2:09 (1:22 andata, 0:53 ritorno)
  • Distanza percorsa: 5.3km (andata e ritorno)
  • Dislivello: 20m (140 in discesa, 160 in salita)
  • Altitudine: da 1305m a 1325m
Traccia GPS:
A: Vetta del Monte Tesoro; B: Laghetto di Forcella Alta; C: Convento; D: Passo del Pertüs; E: Vetta del Monte Ocone

lunedì 20 ottobre 2008

Monte Tesoro


Mr. Bentley

scorcio del sentiero
Ecco finito un altro fine settimana da single (R. è tornata per un po' al "paesiello"). Sabato era una giornata nuvolosa e l'ho dedicata allo shopping e a qualche lavoretto in casa, di cui magari vi racconterò in un prossimo post. Ah, mi sono preoccupato di pianificare altri lavoretti per il giorno dopo.
Ieri mattina mi sono alzato di buona lena e, come prima cosa, ho guardato fuori dalla finestra. Era ancora un po' buio, ma si vedeva il cielo completamente sereno, e l'aria era frizzante. Ho deciso un cambio di programma, ed ho quindi subito indetto una riunione di famiglia.
"Compagni di branco, visto che bella giornata? Che ne dite di una camminata su per i monti?" - Mr. Bentley ha cominciato a saltellare entusiasta a destra e a sinistra, e con quel suo vocione baritonale: "Oh sì, Fajah..." (Mr. Bentley e Maddie mi chiamano "Fajah" perché... Be', non cominciamo con le divagazioni... questa storia magari ve la racconto un'altra volta). "Oh sì, Fajah, andiamo io e te a fare una camminata e lasciamo a casa le stupide ragazze. Noi siamo ragazzi e dobbiamo stare sempre assieme. Magari poi ci fermiamo per una birra in qualche posto..." (Mr. Bentley è un po' sciovinista, in effetti...). Maddie invece non mi prende subito sul serio, e, ruotando gli occhi spazientita gli fa "Sei proprio un cretino, Fajah non fa sul serio... Majah non c'è, e si sa che voi stupidi ragazzi rinunciate subito per pigrizia e ve ne state tutto il giorno col culo sulla poltrona e una birra in mano a guardare la partita." (Majah è ovviamente R.).

Maddie alla cima della montagna
Ho preso quindi la parola per chiarire. "No, no, dico sul serio" ho rassicurato Maddie, che ha cominciato a scodinzolare: "Da... da... davvero?!?". "Davvero", e poi, a Mr. Bentley: "andiamo TUTTI E TRE a fare una camminata... e poi, per la birra, magari se ne può parlare". Mr. Bentley, un po' deluso, ma ancora eccitato per l'escursione: "Mmmh... mmmmh... stupide ragazze... okay, Fajah"

Morale, decido di rinunciare ai lavoretti di casa, zaino in spalla, borraccia piena, scarponi, bastoncini da escursione, GPS e macchina fotografica (Mr. Bentley e Maddie, che invece viaggiano più leggeri, mi guardano sempre con curiosià, in questa fase preparatoria), e via, per una breve escursione proprio a dieci minuti in auto da casa.

laghi di Olginate e Garlate
(protuberanze del lago di Como, a sud di Lecco)
Con R. e Maddie (Mr. Bentley non era ancora nato!) avevo già fatto questa escursione in una giornata innevata, proseguendo poi per un tratto ben più lungo, su un sentiero che da sud approccia le pendici meridionali del monte Resegone. Stavolta, col branco, ci siamo accontentati dell'ascesa fino alla cappelletta degli alpini in cima al Monte Tesoro. La strada la ricordavo molto più lunga, ma evidentemente era la neve a renderla molto più difficile.
La camminata nella neve e' davvero molto piacevole, e dà un forte senso di silenzio e di pace, ma in autunno i colori sono davvero emozionanti, dal verde intenso al giallo e al rosso delle foglie, al marrone del sottobosco, in contrasto con l'azzurro limpido del cielo. Questo sentiero, seguendo la cresta, offre scorci scenici della vallata lecchese dell'Adda da una parte e delle Orobie bergamasche dall'altra.

È impossibile sbagliarsi. Si parcheggia l'auto in un piccolo parcheggio vicino al tornante (indicato sulla mappa) e si sale nel sentiero ben segnalato, seguendo appunto "Monte Tesoro". Dopo qualche centinaio di metri c'è un bivio, su una carrettiera. Questo è l'unico punto che potrebbe trarre in inganno (e infatti ci siamo sbagliati, finendo in una proprietà privata). Bisogna prendere a sinistra, ma subito dopo il bivio c'è l'imbocco di un sentiero piuttosto nascosto, verso destra. Si cammina un po' in mezzo ai boschi, un po' sulla roccia, fino ad una prima cima, dove c'è un pennone per una bandiera, poi si scende di una decina di metri per poi salire di nuovo, fino ad una cima più alta, con la cappelletta degli alpini, il monumento ai caduti, un piccolo cimitero e un piccolo eliporto del soccorso alpino. Il tempo di qualche foto e poi subito a ridiscendere per la stessa via.
A mezzogiorno eravamo di nuovo a casa, e nel pomeriggio sono anche riuscito a fare tutti i lavoretti in programma. Efficiente, eh?

altre viste del sentiero
  • Tempo totale: 1:42 (circa mezz'ora di cammino in salita e venti minuti in discesa, più la sosta)
  • Distanza percorsa: 3.94km (andata e ritorno)
  • Dislivello: 115m (214m in salita, 99m in discesa)
  • Altitudine: da 1301m a 1416m
Traccia GPS
A: parcheggio sul tornante; B: cima del Monte Tesoro; C: Lago di Olginate; D: Lago di Garlate

venerdì 5 settembre 2008

Orca vacca, che escursione!


La Vacca, Maddie, Mr. Bentley ed io
(io sono quello con gli occhiali da sole!)
Nel parco dell'Adamello c'è un passo denominato "Passo della Vacca", perché proprio lì c'è una formazione rocciosa la cui forma ricorda decisamente un bovino.
Proprio vicino al passo c'è anche un laghetto artificiale che prende lo stesso nome, accanto al quale, oltre alla diga e agli impianti dell'Enel, c'è anche un edificio del soccorso alpino e il rifugio "Tita Secchi".

Una opzione per arrivare a quel luogo è quella di percorrere il sentiero contrassegnato dal segnavia 19 partendo dalla Malga Cadino (raggiungibile in auto). Abbiamo tentato questa escursione (della quale purtroppo non ho il tracciato GPS) a qualche giorno di distanza dall'escursione descritta nel post precedente. La defezione di Mr. Bentley, stremato, ha costretto anche Maddie e R. a fermarsi ad attendermi prima della salita finale.


Marmotta
Più interessante invece è stata l'alternativa che abbiamo seguito lo scorso weekend (documentata da queste foto e dal tracciato GPS). Si tratta di arrivare in auto al rifugio Bazena e di seguire i segnali per il sentiero n. 1 (ex n. 18, come indicato dalla carta Kompass). Questo percorso, un po' più lungo, ma più pianeggiante, era alla portata anche di Mr. Bentley che è riuscito ad arrivare sano e salvo, anche se stremato, alla meta (come testimonia la foto)
Dal rifugio Bazena si imbocca una comoda carreggiabile per qualche centinaio di metri, poi un bivio consente di deviare dalla strada principale e di proseguire lungo il sentiero naturalistico, vicinissimo alla carreggiabile, ma che si immerge nella boscaglia. Su questo tratto ci sono numerosi cartelli che identificano la flora che vi si può incontrare.

Cornone di Blumone (sulla sinistra)
parzialmente coperto dalle Creste di Laione
(dal passo di Val Fredda)
A circa un terzo del percorso la boscaglia si dirada sul costone roccioso a occidente del Monte Cadino ai bordi della Val Bona, dove forti e costanti fischi simili a canti di uccelli rivelano invece un gran numero di marmotte, che siamo riusciti a spiare con il binocolo.
Si supera quindi il passo di Val Fredda, dove c'è un bivio, e si prosegue sempre lungo il sentiero n. 1. Si comincia qui ad intravedere il Passo della Vacca, anche se la formazione rocciosa ancora risulta nascosta.
A poche decine di metri dal passo, dopo l'ultima curva, si riesce finalmente a distinguere la forma della vacca.
Dopo le foto di rito, proseguendo sul sentiero n. 1 la vista monotona di rocce si apre all'improvviso sull'incantevole laghetto, dove Mr. Bentley e Maddie si sono finalmente rinfrescati. Sulla destra, dopo la diga, si raggiunge finalmente la meta: il rifugio Tita Secchi.

Dopo una meritata pausa al rifugio (da non perdere la fetta di polenta con formaggio fuso!) abbiamo preso la via del ritorno sui nostri stessi passi.

Per raggiungere il rifugio Bazena, da Breno si segue le indicazioni per il Passo Crocedomini. Il rifugio e' sulla strada. Dopo il passo, invece, seguendo per Bagolino, si incontra la Malga Cadino (il punto iniziale dell'altro sentiero).

Lago di Vacca e rifugio Tita Secchi
  • Tempo di andata: 4:05
  • Tempo di ritorno 3:02
  • Distanza percorsa: 23.8km (andata e ritorno)
  • Dislivello: 550m (993m in salita, 443m in discesa)
  • Altitudine: da 1818m a 2368m
Traccia GPS dell'escursione.
A: rifugio Bazena, B: rifugio Tita Secchi, C: passo di Val Fredda, D: passo (e roccia) della Vacca, E: Malga Cadino