
Ecco alcune delle nostre piantine di pomodoro in giardino
Quest'anno, in primavera, abbiamo piantato qualche ortaggio. Piu' che altro
è mia moglie che si occupa della cura delle piantine, ma entrambi ci
abbiamo messo entusiasmo e finalmente, dopo un ampio successo con le zucchine,
in questo periodo cominciamo a raccogliere gli amati pomodori, forse un po'
tardivi, con il clima montano che ci ritroviamo. Ne siamo particolarmente
orgogliosi.
Il sapore è decisamente molto migliore della verdura acquistata, perche'
i frutti giungono a maturazione ancora sulle piante. Se solo si potesse
infilare un pomodoro nel doppino telefonico ve li farei assaggiare.
Ci abbiamo messo impegno, ed abbiamo visto i frutti generarsi a partire dai
semi, seguendo tutte le fasi della crescita.
Ma non è solo per questo che mi piace l'idea. Mi pare che questo tipo di
risultato dimostri che, almeno in parte, si puo' uscire dalla logica del
consumo che ingrassa la nostra societa' a scapito dei paesi poveri.
L'autoproduzione della verdura riduce al minimo gli sprechi della
commercializzazione, soprattutto a regime di sussistenza (che noi non abbiamo
ancora cominciato a praticare), cioe' con la conservazione dei semi dell'anno
precedente da piantare l'anno successivo.
L'esperienza di quest'anno ci ha intrigato al punto che abbiamo gia' cominciato
a fare compere per le sementi dell'anno prossimo, e nella ricerca ho scoperto
una cosa sconcertante.
Al supermercato tra i pomodori piu' gustosi ci sono i "Mini San Marzano".
Abbiamo quindi cercato informazioni riguardo le sementi di questa varieta', e
abbiamo scoperto che si tratta di ibridi.
Anche per altre sementi trovate nei vivai abbiamo notato sulle confezioni in
bella mostra la dicitura "ibrido F1" stampata nell'angolo della busta.
Da ignorante ho cercato di dare un significato a questo termine, immaginando
l'analogo nel mondo animale. Un ibrido è un individuo prodotto
dell'incrocio di genitori di razze diverse. Ma in botanica?
Pomodori della varietà "Rouge d'Iraq"
Cercando su internet mi si è aperto un mondo totalmente sconosciuto.
Un ibrido (in particolare del pomodoro, ma il discorso vale anche per
numerosissimi altri vegetali che costituiscono la base dell'alimentazione di
interi continenti, come il mais) è una pianta generata da un seme
ottenuto da un frutto prodotto da una particolare tecnica di impollinazione
artificiale.
Il primo passo consiste nella replica in fecondazione autotrofa di piante, per
sei-dieci generazioni. Poiche' i pomodori sono ermafroditi (cioe' ogni fiore
contiene sia l'elemento maschile che quello femminile), è possibile che
si autofecondino (fecondazione autotrofa).
Questo tipo di fecondazione ottiene delle piante figlie piu' deboli di quelle
genitrici, poiche' (se ho capito bene) si replicano anche i geni recessivi. In
genetica, tra due alternative, tende a vincere il gene dominante (piu' forte)
il quale solitamente porta le caratteristiche migliori, ad esempio il vigore
della pianta (un gene dominante portatore di una caratteristica perdente si
sarebbe infatti estinto nella storia per selezione naturale). In una
fecondazione autotrofa, invece, il patrimonio genetico dello stilo (parte
femminile del fiore) è identico a quello del polline (parte maschile), e
quindi anche i geni recessivi si replicano indisturbati.
Una volta ottenute piante si' deboli, ma pure, si incrociano con impollinazione
artificiale degli stili di una linea genetica con il polline di un'altra
(l'impollinazione artificiale e' necessaria per evitare che i fiori si
autofecondino di nuovo). Questo meccanismo produce piante molto piu' vigorose e
fruttifere delle antenate da cui si è partiti. I semi prodotti dai
frutti di queste piante vengono etichettati come "Ibridi F1" (cioe' di prima
generazione). Di conseguenza, acquistando sementi di varieta' "ibride F1" si ha
una aspettativa di produzione migliore, il che, se è gia' stimolante per
l'orto di famiglia, è fondamentale per gli agricoltori.

Pomodori della varietà "Cherokee purple"
Il problema degli ibridi cosi' ottenuti è che in genere i frutti che
producono contengono semi con un patrimonio genetico piu' povero, e le
generazioni successive tendono quindi ad indebolirsi progressivamente. Tanto da
rendere sconveniente l'utilizzo dei semi dell'annata precedente per produrre le
piantine dell'annata successiva.
La conseguenza di tutto questo è che gli agricoltori debbono acquistare
tutti gli anni le sementi per le loro piantagioni. E chi ne trae profitto sono
le societa' che producono sementi ibride.
Il loro gioco è quello di trovare varieta' commercialmente valide,
spingerle sul mercato e creare domanda, cosi' che gli agricoltori siano
costretti a riconvertirsi ad esse e quindi ad acquistare i semi anno dopo anno.
Poche multinazionali, dai nomi gia' sentiti nella produzione di organismi
geneticamente modificati (Monsanto, Pioneer...) controllano anche il mercato di
queste sementi, e quindi stanno progressivamente diventando proprietarie, in
questo modo, dell'intero mercato agroalimentare, manipolando l'economia delle
popolazioni agricole che fin'ora hanno campato di sussistenza.
Impossibile pensare che gli agricoltori si adeguino a produrre i propri semi
mediante ibridazione, perche', oltre che richiedere esperienza particolare,
questa tecnica necessita di un grande sforzo in manodopera. Piu' semplice, per
loro, approvigionarsi presso queste multinazionali che risolvono brillantemente
il problema sfruttando la forza lavoro a buon mercato dei paesi poveri.
Io sono piuttosto ignorante in materia, e fino a qualche giorno fa non sapevo
nemmeno dell'esistenza di sementi ibride. Mi chiedo se esiste un movimento di
opposizione a queste tecniche simile a quanto sta avvenendo per gli OGM. Mi
chiedo se esiste una regolamentazione in Italia (dubito che esista in paesi
come gli Stati Uniti dove non ne esiste una nemmeno per gli OGM) che imponga
almeno l'etichettatura di sementi ottenute mediante queste tecniche.
Mi chiedo infine come sia possibile fare consumo critico quando si acquista
verdura nella grande distribuzione: per quanto ne so nemmeno l'agricoltura
biologica rifiuta questa tecnica.
Riferimenti:
I nostri pomodori, in queste foto, sono non-ibridi - spero...